Quando sono entrato nel mondo del design di prodotto, ho dedicato tutte le mie energie a migliorare le skill di progettazione, approfondendo la conoscenza di utilizzo delle superfici e forme complesse per rendere i miei design più versatili. Tuttavia, concentrandomi troppo sulla fase di modellazione 3D, rischiavo di trascurare una fase fondamentale del processo: ovvero la validazione dei design attraverso test e prototipazione. Nel design di prodotto, la tecnologia ha reso la progettazione più accessibile e versatile, ma la vastissima quantità di informazioni e strumenti disponibili può portare a un’eccessiva focalizzazione sulla modellazione, dimenticando l’importanza dei test reali.
e questo è uno degli errori più comuni che vedo fare quando ci si approccia al design, ovvero tentare di replicare e migliorare tutto quello che si vede ma senza mai realizzare nemmeno un componente.
La modellazione 3D è una fase affascinante e fondamentale del processo di design. Essa permette di esplorare forme, materiali e soluzioni tecniche in un ambiente virtuale, riducendo i tempi e i costi associati ai cicli di sviluppo tradizionali, inoltre grazie ai programmi di rendering è possibile realizzare immagini incredibilmente realistiche dei prodotti, ma che di fatto restano esclusivamente sul PC.
Un progetto che non viene testato nel mondo reale è come un’idea mai realizzata: rimane teorico e, spesso, incapace di affrontare le sfide della produzione e dell’uso quotidiano. I modelli 3D possono sembrare perfetti, ma non tengono conto di numerose variabili che solo il contatto con la realtà può rivelare.
La Necessità di Prototipazione e Test
Per diventare un vero product designer, è essenziale andare oltre la modellazione 3D e intraprendere il processo di prototipazione. La realizzazione fisica di un prototipo permette di testare le soluzioni progettate, verificare la loro funzionalità, usabilità e resistenza. Solo attraverso il test reale è possibile scoprire difetti nascosti, limiti dei materiali, problemi di assemblaggio o difficoltà d’uso che non sarebbero mai emersi lavorando solo in digitale.
Il test però non deve fermarsi al semplice utilizzo personale. È fondamentale far provare il prodotto ad altri, raccogliere feedback, osservare come le persone interagiscono con l’oggetto e scoprire quali sono i punti di forza e le debolezze del design. Questo approccio permette di ottenere una visione più ampia e oggettiva del prodotto, fondamentale per apportare miglioramenti significativi.
L’Importanza del Ciclo Iterativo
Il design di prodotto è un processo iterativo. Una volta che un prototipo è stato realizzato e testato, il lavoro del designer non è finito. È qui che inizia il vero apprendimento. I feedback raccolti devono essere analizzati e utilizzati per apportare modifiche e miglioramenti al progetto. Questa fase di revisione è cruciale: consente di affinare il design, risolvere i problemi emersi e portare il prodotto più vicino alla perfezione.
Questo ciclo di progettazione, test e miglioramento deve essere ripetuto finché il prodotto non raggiunge un livello di qualità soddisfacente. Ogni iterazione rappresenta un passo avanti verso un design più robusto, funzionale e adatto al mercato. Inoltre, è attraverso questo processo che i designer acquisiscono esperienza e competenze, imparando dagli errori e dai successi di ogni progetto.
Diventare Veri Product Designer
Diventare un vero product designer richiede molto più che abilità nella modellazione 3D. Significa conoscere e prevedere il comportamento di un prodotto durante il suo utilizzo, correggere eventuali punti critici e saper migliorare per affrontare le sfide del mondo reale, comprendere che un design non è mai definitivo fino a quando non viene messo alla prova. Significa essere disposti a fallire, correggere e riprovare, in un ciclo continuo di apprendimento e miglioramento.
Un prodotto che funziona perfettamente in un software di modellazione 3D può rivelarsi inutile o addirittura disastroso una volta realizzato. Solo testando, iterando e migliorando costantemente il proprio lavoro si può aspirare a creare prodotti di successo, capaci di soddisfare le esigenze degli utenti e di distinguersi sul mercato.
Il mio consiglio è di iniziare con prodotti utili nella vita quotidiana, come un piccolo strumento che aiuti la nonna ad aprire i barattoli ad esempio, oppure oggetti che colmino lacune di mercato. In questo modo, il processo diventa a 360°: si parte da un bisogno, si pensa a una soluzione, si mette nero su bianco, si crea un prototipo e si testa. Si migliora il design e si riparte dal prototipo, continuando fino a quando non si è pienamente soddisfatti.
Quando si testa, un altro punto fondamentale da tenere in considerazione è osservare i punti di usura: sono quelli previsti o il comportamento è diverso da quanto immaginato? Questo processo permette di comprendere in modo molto più completo il comportamento dei prototipi, ma soprattutto, il comportamento dell’utente.
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ci vediamo nel prossimo articolo!
